ABSTRACTS

Lista degli articoli presenti:

- M.U.S. : medically unexplained symptoms o sintomi vaghi ed aspecifici

- L'osteoporosi si previene a tavola e NON col latte

- Alimentazione naturale: quando la candida gonfia la pancia

- Autotest per la candidosi cronica

- Il digiuno terapeutico

- Le acque minerali più leggere

- Tixotropia

- La fascia:  - la fascia Toraco-Lombare   - Cos'è la fascia   - La disfunzione miofasciale

M.U.S. - medically unexplained symptoms o sintomi vaghi ed aspecifici

“ …. è da tempo che non sto bene, sono stanca, durante la notte ho risvegli frequenti, non mi sento riposata, durante la giornata avverto spesso dei sensi di instabilità e sbandamenti, ho spesso un senso di nausea, mi è cambiata la funzione intestinale........ho fatto tutti gli accertamenti possibi ma…….non è risultato niente!!! …….. Eppure non sto bene!!! “

La maggior parte delle persone, dall’adolescenza in poi, prova o ha provato sulla propria pelle l’esperienza dei MUS (medically unexplained symptoms) o sintomi vaghi ed aspecifici, come vengono complessivamente definiti dalla letteratura scientifica internazionale. Vale a dire una ormai larga famiglia di disturbi di varia natura correlati a manifestazioni del grado di squilibrio del Sistema Neuro-Vegetativo, legati soprattutto all’alterazione dell’asse HPA (Hipothalamic-Pituitary-gonadal Axis, asse ipotalamo-ipofisi-surrene).

Questa categoria di sintomi vaghi ed aspecifici si presenta all’attenzione della classe medica con un’urgenza sempre maggiore e l’oggettiva difficoltà nell’impostare una strategia terapeutica adeguata a promuoverne la regressione, comporta una disattesa delle aspettative in un numero sempre maggiore di Pazienti, che non trovando soluzioni stabili e/o definitive ai propri problemi attraverso i “canali ufficiali”, si rivolgono all’Osteopatia.

In breve una carrellata dei MUS:

ü  stanchezza cronica, disturbi dell’appetito

ü  irritabilità del colon o stipsi

ü  disturbi del tono dell’umore, difficoltà di concentrazione

ü  sindromi dolorose aspecifiche, alterazioni dell’apparato muscolo-scheletrico

ü  alterazioni del battito cardiaco

ü  attacchi di panico, crisi di pianto, depressione

ü  frustrazione, ansia, sensazione di noia

ü  disturbi del sonno (insonnia e/o sonnolenza persistenti)

ü  disturbi funzionali a carico dell’apparato gastro-intestinale

ü  alterazione della funzionalità della tiroide/disturbi ormonali aspecifici

ü  disturbi funzionali a carico dell’apparato cardio-circolatorio (es. ipertensione, ipotensione)

ü  cambio delle masse corporee non associate a cambiamenti nutrizionali (alterazioni metaboliche)

ü  irritabilità psicofisica

ü  abbassamento delle difese immunitarie (con maggiore vulnerabilità alle malattie)

ü  cefalee

ü  problemi dermatologici

ü  disturbi della sfera sessuale

ü  ecc.

infatti la lista a livello di letteratura internazionale riconosce a tutt’oggi fino a 90 MUS, quelli appena riportati sono di fatto quelli più frequentemente registrati presso gli ambulatori di medicina generale.

L’AIUTO DELL’OSTEOPATIA

 

L’aiuto effettivo che l’Osteopatia può apportare alla medicina allopatica può risiedere nei trattamenti per la normalizzazione delle distonie neurovegetative, uno dei campi dove le tecniche dell’Osteopatia trova grandi soddisfazioni e ottimi risultati con un numero medio di 4 sedute per cominciare a ridurre notevolmente questi disturbi.

L'OSTEOPOROSI si previene a tavola, e NON col latte

Lunedì 2 Gennaio 2012 pubblicato da: Massimo Valente 

Nelle mie lezioni sull'argomento parto sempre da questo estratto dal Rugardi e adottato in diverse facoltà di Medicina: "L'osteoporosi appare rilevante nell'immobilizzazione. Una vita sedentaria e la mancanza di esercizio fisico possono quindi determinare una riduzione delle forze meccaniche sull'osso ed aumentare la progressione di tale forma. Infine, vale la pena di segnalare che una dieta eccessivamente acida (troppo ricca di proteine) conduce a una demineralizzazione dell'osso nel tentativo di tamponare tale carico acido...". (Rugardi, Medicina interna sistematica Ed Masson pag. 650).

Ancora oggi ci sono trasmissioni televisive o articoli che veicolano il messaggio secondo cui un consumo massiccio di latte e derivati sarebbe il rimedio principale all'osteoporosi.

La vera causa dell'osteoporosi

E' vero invece che un eccesso di latte e derivati, insieme ad un'alimentazione iper proteica (in particolare di origine animale), causa l'acidificazione del sangue.Affinché il corpo sia in equilibrio acido/basico, invece, deve mantenere un ph pari a 7,4. Nel caso si ecceda nell'alimentazione iper proteica, l'organismo deve provvedere a compensare il disequilibrio neutralizzando gli acidi in eccesso e utilizzando una grossa fonte di ioni positivi, cioè il calcio nelle ossa. Da qui la demineralizzazione ossea, quindi l'osteoporosi. L'apporto di verdura cruda, invece, tende a basificare l'organismo. Non a caso, storicamente nei ristoranti di una volta, la bistecca (acida) veniva servita con insalata e limone (che incredibilmente basifica).

Cos'è il pH
Per pH si intende il valore acido o basico di una qualsiasi sostanza, ed è misurato da una scala che parte da 0 ed arriva a 14. Tanto più ci si avvicina a 0, tanto più la sostanza in questione è definita acida; andando verso il 14 ci si muove in ambiente basico o alcalino. La condizione di neutralità prevede valori di pH a 7. Il nostro sangue normalmente ha un pH che si aggira intorno al 7,4, quindi leggermente alcalino. Anche tutti gli alimenti che normalmente assumiamo con la dieta hanno una carica acida o basica.

Sul fatto che al momento una delle cause principali dell'osteoporosi sia un eccesso di proteine di origine animale con il testa il latte è avvallato da numerosissime ricerche e pubblicazioni, e da eminenti studiosi come il Dott. Franco Berrino dell'Istituto Tumori di Milano. (A questo proposito leggi l'articolopubblicato su Tuttosteopatia.it).

Per tutte le problematiche che ci affliggono non c'è mai una causa sola ma una serie di con-cause che tuttavia hanno un “peso” diverso. Nel caso dell'osteoporosi, un'altra concausa molto importante è la mancanza di carico fisico prolungato. La maggior parte delle casalinghe, pur muovendosi in casa sono lontane dal produrre un carico sulle ossa e un movimento tale da giustificare da parte dell'organismo un investimento in termini di apporto di calcio alle ossa. Valga per tutti l'esempio della demineralizzazione ossea che subiscono gli astronauti nella loro permanenza nello spazio. Non essendoci carico il corpo non ritiene opportuno “investire” il calcio nelle ossa.

Non ultimo è l'apporto di vitamina D che, come sappiamo, è stimolata dall'esposizione alla luce solare, anche qui le nostre casalinghe hanno difficoltà a recuperare la dose giornaliera consigliata: La luce che cura

Ricapitolando il rimedio naturale dell'osteoporosi è:

  • fare una passeggiata all'aria aperta di almeno 30 minuti al giorno tutti i gg senza interruzioni (Leggi qui l'articolo sull'importanza si camminare);
  • seguire un'alimentazione che prevede come base frutta, verdura, cereali diversi e un apporto di diversi tipi di proteine soprattutto di origine vegetale, ma in quantità contenuta;
  • fare una seduta osteopatica per accertarsi che l'intestino funzioni al meglio, perché quello che conta non è ciò che mangiamo ma ciò che digeriamo;
  • prestare attenzione all'equilibrio acido base nell'alimentazione e, se proprio abbiamo necessità di integrare, mangiare degli alimenti con un buon contenuto di magnesio.

Alimentazione Naturale: quando la candida gonfia la pancia

Stanchezza, irritabilità, depressione, gonfiore, disturbi intestinali e digestivi, sono i sintomi più comuni della candida intestinale, una patologia molto diffusa, contro la quale, la migliore medicina rimane una dieta adeguata.

L'essere umano vive in continua simbiosi con numerosi microrganismi onnipresenti nell'ambiente e parte integrante della nostra vita. Nell'intestino di un individuo sano se ne contano oltre 400 specie e il loro peso complessivo raggiunge in media il chilogrammo. La maggior parte di questi nostri ospiti riveste un ruolo importante in un gran numero di processi fisiologici: degradano i pigmenti biliari, sintetizzano le vitamine (K, B1, B6) e frenano la proliferazione dei microrganismi patogeni, diventando così parte integrante del nostro sistema immunitario. Tra i numerosi virus, batteri e funghi microscopici che colonizzano il nostro organismo vi è anche la Candida albicans, un lievito benigno che s'instaura nell'intestino di tutti gli esseri umani, in genere poco dopo la nascita, e vi rimane sempre presente. 
In condizioni normali, la candida è benefica e svolge un ruolo importante nella digestione degli zuccheri. La sua presenza diventa patologica solo quando, in seguito ad un indebolimento del sistema immunitario, comincia a moltiplicarsi a dismisura all'interno del corpo umano. Una volta attraversata la mucosa intestinale, arriva nel flusso sanguigno, dove libera le proprie tossine che vengono assorbite dall'organismo, dando luogo ai tipici sintomi della "sindrome da lievito": stanchezza, irritabilità, alterazioni dell'umore, depressione, allergie, disturbi intestinali, rallentamento della digestione, intolleranze alimentari, aria nell'intestino, gonfiori, ecc. 
Inoltre, la candida interferisce con l'assorbimento ed il metabolismo dei nutrienti essenziali: vitamine, minerali e aminoacidi; indebolendo ulteriormente l'intero organismo. Si viene così a creare un circolo vizioso con il rischio della cronicizzazione di questa sindrome, con la quale, spesso, si finisce per convivere per anni sottovalutandone la gravità e subendo un progressivo indebolimento di tutto l'organismo, fino ad arrivare ad uno stato di stanchezza permanente che diventa anch'essa cronica. Questa sindrome colpisce tutto l'organismo ed in particolare l'apparato gastrointestinale, quello urogenitale, il sistema nervoso e il sistema immunitario; ed è più presente nelle donne, la cui predisposizione è otto volte maggiore rispetto agli uomini.
Come si cura
La candidosi cronica è una malattia di tipo multifattoriale pertanto la sua risoluzione è possibile solo con un approccio globale, la semplice assunzione di farmaci antifungini non è sufficiente, anzi predispone a recidive. Per ottenere risultati efficienti è pertanto importante individuare e correggere i fattori che predispongono alla proliferazione della Candida, tra cui l'assunzione prolungata d'antibiotici che, alterando la flora intestinale e distruggendo i batteri simbionti (buoni), favoriscono la crescita del fungo. Proprio l'abuso dilagante di questi farmaci è ritenuto il primo fattore di problematiche gravi come lo sviluppo di microrganismi sempre più resistenti, l'indebolimento della flora intestinale e lo sviluppo d'infezioni silenti, quali appunto la "sindrome da lievito", oggi molto frequente, ma raramente riconosciuta nell'ambito della medicina convenzionale a causa della sintomatologia molto ampia e variabile. 
Oltre ad intervenire sui fattori predisponenti è altresì importante riequilibrare il "terreno di base" (cioè le condizioni di salute generali) e creare le condizioni per cui la candida non possa più proliferare. Per questo motivo è fondamentale sia rafforzare il sistema immunitario, sia la flora intestinale, entrambi impoveriti da un'alimentazione scorretta e squilibrata. 
Gli alimenti da evitare 
Quali sono le basi di una dieta anticandida? La candida vive di zucchero e pertanto la prima correzione da fare è l'eliminazione degli zuccheri semplici (zucchero, miele) per almeno due o quattro mesi, a seconda della gravità della sindrome, dopodiché si può ritornare gradualmente ad utilizzarli, evitando però accuratamente tutti gli zuccheri raffinati. In genere non è un divieto facile da rispettare perché chi soffre di candidosi cronica sente un grande desiderio di assumere zuccheri; bisogno indotto dal lievito stesso che spinge così l'organismo ad assumere l'alimento che gli permette di svilupparsi.
Da evitare, sono anche il latte e i latticini, il cui elevato contenuto di lattosio favorisce la proliferazione del fungo. Oltre ad essere uno dei più comuni allergeni, il latte può talvolta contenere anche tracce di antibiotici che allora volta possono danneggiare ulteriormente la flora batterica intestinale.
Altri alimenti da scansare sono quelli contenenti lieviti e muffe: formaggi, bevande alcoliche (birra compresa), cereali lievitati (pane, pizza, brioche) e frutta secca. Infine bisogna evitare i cibi a cui si è intolleranti o allergici, per individuare i quali possono essere molto d'aiuto il test d'intolleranza alimentare (Citotest o test kinesiologici). 
…e quelli consigliati
Tra gli alimenti consigliati vi sono l'aceto di mele e le verdure come cicoria, carciofo e tarassaco, che stimolano la funzionalità epatica. Diversi studi hanno infatti evidenziato l'importanza del miglioramento delle funzioni digestive e del ripristino delle normali secrezioni digestive e in particolare della produzione di acido cloridrico, degli enzimi pancreatici e della bile nell'inibizione della proliferazione di candida. In definitiva, l'alimentazione dovrebbe essere ricca di ortaggi, frutta, cereali integrali (ma senza eccedere), legumi, pesce, semi, oli di semi (particolarmente consigliato è l'assunzione di un cucchiaino di olio di lino al dì) e di oliva spremuti a freddo. 
Di grande importanza sono anche le fibre (di cui sono particolarmente ricchi legumi e cereali integrali) che oltre all'azione positiva sulla flora intestinale, evitano i ristagni intestinali e i fenomeni di fermentazione e putrefazione ad essi collegati. Inoltre nella dieta non devono mancare zinco, magnesio, vitamina C (si trovano soprattutto in ortaggi, agrumi e semi oleosi). Un alimento particolarmente indicato nei casi di candidosi è l'aglio (uno spicchio al dì), dotato di un'eccellente azione antifungina.
Se da un lato, dunque, la cura anticandida deve partire da una revisione dell'alimentazione quotidiana, dall'altro è fondamentale porre attenzione a tutto ciò che indebolisce il sistema immunitario: antibiotici, cortisone, farmaci immunosoppressori, amalgame dentali, vaccini e pillola anticoncezionale. Inutile ricordare che anche lo stress indebolisce il sistema immunitario. Pertanto, per essere efficace una terapia anticandida comporta spesso un adeguato cambiamento dello stile di vita, la pratica di qualche attività fisica e l'adozione di ritmi che consentano il recupero delle energie consumate e un adeguato riposo. 
Massaggi, esercizi di respirazione, rilassamento, visualizzazioni, stimolano la secrezione di endorfine e quindi migliorano la risposta dell'intero organismo agli inevitabili fattori stressanti che s'incontrano nel quotidiano. Buona abitudine è quella di dedicare almeno un giorno alla settimana, a se stessi. Non è così difficile, basta spegnere la Tv e creare spazi per stimolare una comunicazione più profonda con il proprio partner, i figli o gli amici; per esempio scambiando semplici massaggi con oli essenziali ai piedi o sulla schiena (di solito il profumo che si preferisce è quello di cui si ha bisogno). Ovviamente si tratta solo di un suggerimento, la cosa essenziale è comprendere l'importanza di prendersi cura di sé. La ragione è molto semplice, la candida ha un grande nemico: la gioia e la serenità interiore.


Profilo tipico da candidosi cronica 
Generali: Sintomi gastrointestinali, Disturbi dell'apparato urogenitale, Disturbi del sistema endocrino, Disturbi del sistema nervoso
In particolare: stanchezza cronica, gonfiore, infezioni vaginali da Candida, disturbi legati al ciclo mestruale, depressione, forte desiderio per cibi lievitati o ricchi di zuccheri, calo di energie, malessere generale, crampi intestinali, irritabilità, minore libido, prurito anale, frequenti infezioni alla vescia, difficoltà di concentrazione, funzioni intestinali alterate, mughetto

Anamnesi: infezioni ai genitali croniche da Candida; assunzione frequente di antibiotici per infezioni o acne; assunzione di pillola anticoncezionale; assunzione orale di ormoni steroidei (cortisone, ecc.).
Condizioni associate: sindrome premestruale; sensibilità ad alimenti, sostanze chimiche o altri allergeni; disturbi ormonali; eczemi; psoriasi; sindrome dell'intestino irritabile.


RICETTE CONTRO LA CANDIDA
Seguire un'alimentazione sana ed equilibrata è il modo migliore per iniziare il processo di guarigione dalla candida. Le ricette che riportiamo, qui di seguito, cercano di trovare un equilibrio tra il mangiare come medicina e il mangiare come piacere. Nelle ricette si dà l'opportunità di usare sapori forti o accostamenti poco usuali in maniera che comunque non sovrastino gli altri sapori ma in modo che possano apportare benefìci nutrizionali. Le ricette suggerite non sono rigide e si possono sostituire ingredienti sgraditi con altri più vicino ai gusti personali. L'importante è che, una volta fatto il primo passo verso la cura della candida attraverso una dieta mirata, ci si dia la possibilità di entrare pienamente nella mentalità della dieta e del trattamento. Il nostro corpo ha bisogno di tempo per abituarsi ai cambiamenti e la dieta contro la candida non deve essere un martirio, semplicemente un modo nuovo di prenderci cura di sé (le dosi indicate sono per quattro persone).

Humus di lenticchie 
200 g di lenticchie, mezzo litro d'acqua, 2 cucchiaini di olio extravergine d'oliva, 1 cipolla media, 
2 spicchi d'aglio, 1 piccola radice di zenzero, 1 cucchiaino di coriandolo e cumino, 1 cucchiaino di curcuma
Scolare e sciacquare bene le lenticchie (lasciate precedentemente in bagno per una notte con un'alga kombu). Mettere a cuocere lenticchie e kombu in acqua per circa 30 minuti. A fine cottura, scolare, tenendo da parte l'acqua in eccesso. A parte soffriggere cipolla, aglio e zenzero, tagliati tutti finemente, aggiungere quindi cumino e coriandolo per un paio di minuti. Aggiungere al soffritto, le lenticchie, la kombu (tagliata finemente) e il liquido di cottura in eccesso. Proseguire la cottura per altri 5 minuti. Quindi frullare il tutto, fino ad ottenere una salsa consistente. Si può usare come condimento per verdure, riso, quinoa o miglio.

Zuppa di cipolle con spinaci, cipolline e zenzero 
2 cucchiaini di olio extravergine d'oliva, 250 g di cipolle, 4 spicchi di aglio, 900 ml di brodo vegetale, 1 cucchiaino di zenzero grattugiato, 200 g di spinaci, 2 cipolline. 
Soffriggere lievemente la cipolla e l'aglio, tagliati finemente, per una ventina di minuti, fino a raggiungere la doratura. Aggiungere il brodo e lo zenzero in polvere. Portare ad ebollizione e proseguire la cottura per circa 15 minuti. Aggiungere poi gli spinaci tagliati in piccoli pezzi e lasciare continuare la cottura per altri 5 minuti. Servire la zuppa in ciotole, guarnendo con le cipolline tritate.

Carote ai semi di sesamo 
6 carote, 4 manciatine di erba cipollina, 4 cucchiaini di semi di sesamo, 2 cucchiaini di olio di semi di sesamo spremuto a freddo, un po' di olio extravergine d'oliva.
Mondare, lavare e grattare le carote. Riporre le carote in una ciotola. Aggiungere l'olio e i semi di sesamo (precedentemente tostati), l'olio di oliva e mescolare bene. Guarnire con l'erba cipollina triturata e servire.

Tortini di patate e sesamo 
500 g di patate grosse, 1 uovo, 1 cucchiaio di farina di ceci, 1 cucchiaio di semi di sesamo, 4 cipolline, 1 cucchiaio di prezzemolo, 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva, sale, pepe.
Bollire le patate, scolare, lasciarle raffreddare e dopo averle sbucciate, schiacciatele con una forchetta. Mettere in una ciotola e aggiungere l'uovo sbattuto, la farina, i semi di sesamo, le cipolline tritate, il prezzemolo, l'olio e mescolate ben bene. Con l'impasto così ottenuto, preparare 6-8 piccoli tortini bassi. Lasciare in frigorifero per una decina di minuti. A parte, in una padella fate riscaldare l'olio e mettete a friggere 2-3 tortini alla volta per 4-5 minuti per parte. Prima di servire fare assorbire l'olio in eccesso. Si consiglia di servire, accompagnando con le carote della ricetta precedente.

Alimenti Sì 
Semi oleosi 
Legumi e pesce 
Oli di semi e di oliva spremuti a freddo 
Cereali integrali non lievitati 
Futta e ortaggi freschi 
Alimenti No
Dolci e semplici (zucchero, miele)
Latte e latticini
Formaggi, bevande alcoliche (birra compresa)
Frutta secca

 

Articolo pubblicato sulla rivista AAMTerranuova

 

Autotest per CANDIDOSI cronica

Questionario diagnostico per l’individuazione di un’infezione da Candida albicans cronica e diffusa


1. Avete fatto un trattamento antibiotico per almeno otto settimane consecutive oppure più breve ma ripetuto per almeno quattro volte in un anno?


2. Avete assunto antibiotici per il trattamento dell’acne per un periodo di un mese o più?


3. Avete assunto steroidi come prednisone, cortisone o ACTH corticotropina per lunghi periodi? (Per trattare dolori ecc. oppure problemi dermatologici come eczema, psoriasi o eruzioni cutanee)


4. Avete preso la pillola anticoncezionale per più di un anno?


5. Avete avuto (o ancora portate) un cerotto per terapia ormonale sostitutiva (HRT) per lungo tempo?


6. Siete stati trattati con farmaci immunosoppressivi, chemioterapici o radiazioni?


7. Avete avuto molte gravidanze? 


8. Avete problemi ricorrenti di cistite, vaginite, prostatite o uretrite? 


9. Avete ricorrenti infezioni di mughetto orale o vaginale?


10. Avete accusato disturbi ormonali, inclusa sindrome premestruale e irregolarità mestruali?


11. Avete sofferto di endometriosi?


12. Soffrite di prurito anale e/o di eczema perianale?


13. Avete sofferto o soffrite di piede d’atleta, tricofizia o di infezioni fungine delle unghie o della pelle?


14. Siete particolarmente colpiti dall’esposizione alle esalazioni di sostanze chimiche, profumi, fumo di tabacco e simili? O questi sintomi peggiorano 

dopo aver mangiato cibi contenenti lieviti, zuccheri o alcolici?


15. Soffrite di gonfiore o dolore addominale, flatulenza, diarrea o costipazione?


16. Avete pruriti (anche al naso), formicolii o bruciori alla pelle? Oppure essa è insolitamente secca? O avete avuto episodi di rash cutanei?


17. Desiderate fortemente cibi dolci, pane o alcool? 


18. Soffrite di disfunzioni sessuali, impotenza o di calo del desiderio sessuale?


19. Avete avuto ripetute infezioni croniche multiple (vira- li, batteriche o parassitarie)?


20. Soffrite di dolori muscolari, formicolii, intorpidimenti o bruciori che vi disturbano frequentemente per ragioni che non potete identificare?


21. Soffrite di inspiegabili dolori e gonfiori alle articolazioni?


22. Soffrite di depressione, sonnolenza, mente annebbiata, perdita di memoria o di concentrazione, senso di irrealtà, sbalzi d’umore, irritabilità?


23. Vi sentite sempre stanchi, affaticati o avete sempre la temperatura corporea bassa?


24. Soffrite di qualche allergia? 


25. Avete una capacità visiva irregolare o macchie davanti agli occhi?


26. Avete spesso mal di testa, bruciori di stomaco (indigestione), afte?


27. Avete problemi di respirazione (anche asma e tosse persistente), bocca secca, congestione nasale, gocciolamento retronasale, ipersensibilità e 

infezioni del- l’orecchio con secrezioni di liquido e cerume?


28. Avete spesso lo stimolo a mingere o soffrite di bruciori alla minzione?


29. Avete dolore o senso di costrizione alla regione toracica? O anche bruciori nella regione cardiaca?


30. Siete affetti da diabete o paradiabete? 


31. Avete subito un grave conflitto psicoemotivo che vi tormenta?



Test della saliva

Questo test di autodiagnosi si effettua come segue: al mattino, al risveglio, prima di mettere in bocca qualsiasi cosa, stimolare la secrezione di un po’ di saliva e sputarla in un bicchiere di acqua pulita. Tenere sotto controllo il bicchiere per un periodo di tempo di massimo 30 minuti. Se da essa si sono formati dei filamenti che vanno verso il basso o se l’acqua è diventata torbida o ancora se la saliva è andata a fondo, avete sicuramente un problema che concerne la candida. Una saliva sana semplicemente galleggia in superficie.


Autotest delle urine per rilevare la presenza di candida:

Un auto- test casalingo abbastanza affidabile, almeno come primo indizio sul cammino dell’autoaccertamento, è il seguente: riempire un bicchiere della propria urina e coprirlo con un coperchietto. Lasciare riposare per ventiquattro ore. Se dopo tale periodo di tempo ci sono delle briciole giallastre nell’urina sarà meglio fare dei test più approfonditi perché le possibilità che ci sia un’infestazione sono elevate.



Esame delle feci per rilevare la presenza di candida: 

siccome la candida è normalmente presente nel nostro intestino, il fatto di trovarla nelle feci può non essere un indicatore attendibile poiché non sappiamo se è una presenza fisiologica o patologica, pertanto, per rendere attendibile l'esame, occorrebere la sera precedente un bicchiere di acqua con aceto di mele (tre cucchiai da minestra di aceto più acqua fresca sino a riempimento). Questa “pozione” infatti stacca le spore dei funghi dalla parete intestinale e snida ed evacua colonie ben nascoste. Pertanto, se dopo aver bevuto la "pozione" l'esame risulta negativo significa che è davvero negativo, se invece è positivo, significa che c'è uno stato di candidosi.




Le informazioni per la stesura del presente articolo sono state tratte dall'eBook: "Guarire le infezioni da candida" di Valerio Pignatta Ed. Macro, acquistabile sul sito www.ilgiardinodeilibri.it

 

IL DIGIUNO TERAPEUTICO

Il digiuno rappresenta un metodo efficace e sicuro per disintossicarsi, in quanto l’organismo necessita di periodi di riposo in cui non venir bombardato da sostanze chimiche e da tossine, ma sempre sotto controllo di un medico ..

Digiunare non significa morire di fame, ma solamente utilizzare una tecnica che i saggi usano da secoli per guarire dalle malattie e per rinforzare il proprio corpo: infatti è una terapia consigliata per tutti i tipi di problemi, basti pensare che nella cura del cancro di Breuss, il primo insindacabile punto è proprio il digiuno.

Ma non serve a nessuno, e non giova certo al morale, mettersi a digiuno completamente da ogni qualsivoglia alimento. Il digiuno terapeutico ha una complessità e una profondità di pulizia tale, da scegliere di ripeterlo spesso visti gli evidenti benefici che apporta.

Mai  digiunare escludendo anche l’acqua.

In pratica cosa fà il digiuno?

Il lavoro principale dei nostri organi, deriva dell’assunzione di alimenti: infatti stomaco, intestino, pancreas, fegato, reni ed apparato urinario, lavorano principalmente per gestire ed eliminare gli alimenti introdotti. Se il cibo entra senza orari di sosta nel nostro corpo, gli organi in questione non riusciranno mai a fermarsi dal lavoro continuo per risolvere magari dei piccoli problemi.

Basti pensare come la pratica di cenare prima delle 17, oppure di saltare il pasto serale, apporti alla mattina una lucidità e una leggerezza davvero impagabili. 

Quindi il digiuno permette ai nostri organi principali di riposarsi dal lavoro di routine per passare a pulire o sistemare piccoli danni presenti, le tossine più a portata di mano vengono prelevate ed eliminate (con conseguente perdita di peso), il grasso in eccesso viene trasformato in energia e si purifica un po’ tutto l’organismo. 

Un digiuno di 1-2  giorni aiuta l’organismo ad eliminare le tossine,

I diabetici non devono  mai digiunare (tranne sotto strettissimo controllo medico), ed allo stesso modo coloro che hanno problemi di ipoglicemia.  

Prima dei 21 anni è sconsigliato effettuare digiuno in quanto la presenza di qualsiasi stato di tossicità in individui giovani  deve essere vagliata dal medico curante per eseguire accertamenti o analisi di laboratorio.

Vediamo quali sono le condizioni per effettuare un buon lavoro di drenaggio e pulizia. 

1)     Prima di iniziare il digiuno e dopo averlo terminato, mangiare per 1 o 2 giorni solo alimenti crudi (verdura e frutta fresca di stagione). Questo punto è molto importante in quanto è possibile eliminare gli effetti benefici del digiuno, mangiando subito dopo alimenti cucinati.

2)    Se si sente il bisogno di mangiare qualcosa durante il digiuno, o si opta per una o due mele o altra frutta e verdura fresca di stagione , in razioni di 200gr.

 

3)    E’ molto importante la presenza di fibre nel digiuno, in parte assunte dalla buccia della frutta e dalle verdure, ma anche un’integrazione con semi di psillio o di glucomannano serve a molto, l’importante è che siano di buona qualità. Quando si assumono questi integratori, è essenziale bere molta acqua per permettere alle fibre di gonfiarsi e svolgere così il loro lavoro di spazzino. Evitare la crusca di grano in quanto può irritare le pareti del colon.

4)    Bere moltissima acqua, ma non certo quella del rubinetto in quanto piena di elementi tossici, di cloro (inibitore del sistema immunitario) e con un pH errato. Scegliere acqua adatta a tale lavoro di pulizia profonda, con residuo fisso inferiore a 50 mg/lt e con ph compreso fra 6.4 e 6.9.

5)    Bere molte centrifughe di frutta o verdura fatte al momento. Alcune idee: mele e carote, carote e sedano, carote e barbabietole rosse. I più coraggiosi possono aggiungervi anche aglio e cipolla, eccezionali per la pulizia.

6)    A proposito di aglio; le capsule di aglio aiutano il processo di guarigione, e quindi se ne dovrebbero assumere 2 al giorno.

7)    Durante il giorno fare esercizio fisico leggero – Scegliere di effettuare un digiuno terapeutico nei giorni non lavorativi durante i quali anche a livello mentale l’organismo è “impegnato”..

8)          Aspettarsi una lieve “crisi di guarigione”, consistente in cefalea, stipsi o diarrea, dolori sparsi per il corpo, brufoli, ecc. Sono semplicemente tossine stagnanti che finalmente sono state portate in superficie. Tali crisi generalmente passano entro 1 o 2  giorni, per lasciare una sensazione di leggerezza.

9)          Scegliere di iniziare la giornata con una tisana di camomilla senza zucchero ma con l’aggiunta di 10-20 gocce di limone.

10) Un digiuno terapeutico “disintossicante” può  essere ripetuto con frequenza  mensile . Soprattutto in individui in soprappeso , fumatori , alcolisti , soggetti con colelitiasi  e con livelli alti di colesterolo e trigliceridi .

TRATTO DAL SITO: http://www.medicinaecologica.it

 

LE ACQUE MINERALI PIU' LEGGERE

Tantissime persone che hanno problemi di arteriosclerosi o di calcoli renali necessitano di bere acque “leggere”: da ciò si è portati a pensare che l'acqua più è leggera e più fa bene e si potrebbe dedurre che l'acqua migliore è quella distillata, cioè completamente priva di minerali, ma chi la bevesse regolarmente si troverebbe presto ammalato, perché è fortemente aggressiva e decalcifica le ossa.

Siccome le preferenze dei consumatori vanno alle acque leggere, molti produttori fanno i furbi e in etichetta riportano il residuo fisso (la quantità di minerali contenuta in un litro d'acqua) espresso in grammi, anziché in milligrammi, confondendo i consumatori perché sembra più basso.

La legge permette questa furberia, anche se poi divide le acque minerali in tre categorie e cioè “minimamente mineralizzata” (residuo fisso non superiore a 50 milligrammi), “oligominerale” (fino a 500 mg) e “ricca di sali minerali” (oltre i 1500 mg).

L'Unione Nazionale Consumatori ha stilato un elenco di quelle acque con un residuo fisso a 50 milligrammi, che in genere provengono da sorgenti di montagna, ed io ho aggiunto altre acque ricercate in tutt’Italia.

 

Denominazioni

Residuo fisso
(milligrammi/litro)

Denominazioni

Residuo fisso
(milligrammi/litro)

Lauretana

14,0

Sant'Anna di Vinadio

39,0

Plose

25,5

Valverde

40,1

Lurisia-Fonte S. Barbara

35,4

Fontedoro-Sorgente Nunzio III

43,0

Pian della Mussa

36,0

Surgiva

44,0

Bernina

36,1

Calizzano

47,0

St. Moritz

36,1

Stella Alpina

45,2

Vallechiara

36,5

Valmora-Sorgente Aburù

48,0

S. Bernardo-Sorgente Rocciaviva

38,0

Norda Daggio

49,0

Fonte: Unione Nazionale Consumatori

 

Altre acque d’Italia:

 

ALBA
Classe/ Class : Frizzante, Leggermente Frizzante, Piatta
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 44
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Veneto
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ALISEA FONTE DEL LUPO
Classe/ Class : Piatta, Frizzante, Leggermente Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 33
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Liguria
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ALPI COZIE
Classe/ Class : Piatta, Frizzante, Leggermente Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 30,25
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Piemonte
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ALTE VETTE
Classe/ Class : Piatta, Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 49
Tipo / Type: Minimamente mineralizzata
Regione: Piemonte
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AMOROSA
Classe/ Class : Piattta
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 22
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Toscana
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AUROSINA/ST. MORITZ
Classe/ Class : Piatta
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 35,1
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Lombardia
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DOLOMIA
Classe/ Class : Piatta, Leggermente Frizzante e Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 58,6
Tipo / Type: Oligominerale
Regione: FRIULI
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FONTE AZZURRINA
Classe/ Class : Naturale, Frizzante, Leggermente Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 55
Tipo / Type: Oligominerale
Regione: Toscana
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FONTE DELLE ALPI
Classe/ Class : Piatta, Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 18
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Piemonte
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FONTEVIVA
Classe/ Class : Piatta, Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 47
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Toscana
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GIOIOSA DELLA VALSESIA
Classe/ Class : Piatta, Frizzante, Leggermente Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 53
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Piemonte
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LEVICO CASARA
Classe/ Class : Frizzante, Leggermente Frizzante, Piatta
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 34,6
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Trentino Alto A
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LURISIA FONTE S. BARBARA
Classe/ Class : Frizzante, Leggermente Frizzante, Piatta
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 35,4
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Piemonte
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MANGIATORELLA
Classe/ Class : Piatta
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 60
Tipo / Type: Oligominerale
Regione: Calabria
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MERANER S. VIGILIO
Classe/ Class : Piatta, Frizzante, Leggermente Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 41
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Trentino Alto A
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MONTE ROSA
Classe/ Class : Piatta, Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 15,56
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Piemonte
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MONVISO
Classe/ Class : Piatta, Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 27
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Piemonte
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NORDA DUCALE
Classe/ Class : Piatta, Frizzante, Leggermente Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 56
Tipo / Type: Oligominerale
Regione: Emilia Romagna
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PIAN DELLA MUSSA
Classe/ Class : Piatta, Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 36
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Piemonte
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S. CARLO FONTE AURELIA
Classe/ Class : Naturale, Leggermente Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 56,5
Tipo / Type: Oligominerale
Regione: Toscana
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SANTA RITA
Classe/ Class : Piatta (Frizzante, Leggermete Frizzante, Effervescente naturale Piatta)
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 59,5
Tipo / Type: Oligominerale
Regione: Liguria
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SORBELLO
Classe/ Class : Piatta
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 0,036 g/l
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Calabria
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SPAREA
Classe/ Class : Piatta, Frizzante, Leggermente Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 26
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Piemonte
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STELLA ALPINA
Classe/ Class : Piatta, Leggermente Frizzante, Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 55
Tipo / Type: Oligominerale
Regione: Lombardia
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VALLE STURA
Classe/ Class : Piatta, Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 37,8
Tipo / Type: Acqua da Tavola
Regione: Piemonte
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VALMADRE (di prossimo imbottigliamento)
Classe/ Class : al momento quest'acqua non
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 28,6
Tipo / Type: Minimamente mineralizzata
Regione: Lombardia
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VIGEZZO
Classe/ Class : Piatta, Frizzante, Leggermente Frizzante
Residuo Fisso - TDS (mg/l): 33,4
Tipo / Type: Minimamente Mineralizzata
Regione: Piemonte
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TIXOTROPIA

Il ketchup, ebbene si, l'immagine della famosa salsa rende bene l'idea del fenomeno. A tutti bene o male sarà capitato di prendere una bottiglia di salsa che era sul tavolo del ristorante da chissa quante ore per metterla sulle patatine o la bistecca ecc, però ahimè, con quasi senso di delusione, appena girata la boccetta sul piatto non scende nulla!! Il problema è che la salsa si è addensata e quindi non può scendere agevolmente, la soluzione quasi istintiva per tutti è agitare la boccetta e dopo pochi secondi, il miracolo, la salsa ora esce ed è ritornata fluida al suo stato normale di imbottigliamento. Questo fenomeno si chiama TIXOTROPIA e da definizione del dizionario della lingua italiana è quel

fenomeno per cui alcuni gel, per effetto di agitazione o vibrazioni, passano allo stato liquido, e tornano a coagulare quando l'azione meccanica cessa.
Questa introduzione è doverosa poiché lo stesso fenomeno è presente nei tessuti connettivi dell'uomo e lo possiamo rilevare in ogni parte, solo che in certe situazioni può dare esito a patologie e disfunzioni. Dato che la viscoelasticità del collagene è una proprietà essenziale questa sarà condizionante anche nei movimenti del corpo. Il movimento fa si che il livello di fluidità dei tessuti, quindi la loro viscoelasticità, sia migliore con migliore situazione meccanica. Questa situazione la possiamo adattare a livello muscolare quando incontriamo muscoli rigidi poco elastici poiché poco usati o utilizzati in una postura abbastanza fissa quindi con ridotta ampiezza di movimento oppure per immobilità prolungata di un segmento articolare con conseguente retrazione dei tessuti muscolari. Quando eseguiamo una mobilizzazione passiva altro non facciamo che modificare lo stato di viscosità tra le fibre le quali aumentano le loro capacità contrattili per un certo tempo al terminare della mobilizzazione le fibre ritornano al loro stato originario in un certo tempo. Molti fattori influenzano questi tempi, uno fra tutti l'età del paziente ed il suo stato psicofisico. Un esempio molto più ecclatante di tixotropia la troviamo a livello di atleti sportivi professionisti i quali eseguono sempre un buon riscaldamento prima di qualsiasi gara o esercizi faticosi, questo permette loro di rilasciare la muscolatura anche più rigida ed evitare infortuni. Dall'altro lato un'alta viscosità di muscoli legata a un buon riposo o rilascio muscolare come ad es. nei muscoli erettori della colonna aiuta a mantenere una buona postura senza grosso dispendio energetico. La spiegazione migliore e più accettata sulla tixotropia muscolare è la tendenza dei filamenti di actina e miosina ad appiccicarsi tra loro quando si crea uno stato di inattività muscolare per un lungo periodo di tempo.
Le tecniche di induzione miofasciale si dirigono verso la viscoelasticità dei muscoli e dei tessuti del corpo specie con l'applicazione delle tecniche profonde e ciò permette lo svilupparsi del fenomeno della tixotropia e anche del suo mantenimento prolungato in quanto si ricrea un riequilibrio tra i vari tessuti e quindi un miglior movimento tra le strutture.

LA FASCIA

LA FASCIA TORACO LOMBARE

Per parlare di questo argomento ci si può avvalere di questa immagine che rende bene l'idea. Questi concetti non sono totalmente nuovi, ma uno studio degli anni 2004-2006 in Olanda sulla anatomia della fascia toraco lombare ne ha confermato in maniera innegabile il ruolo fondamentale nella deambulazione e nella maggior parte dei movimenti dell'uomo. Comprendere i meccanismi che sottendono i comportamenti motori accoppiati tra gli arti ed i cingoli è essenziale per capire le disfunzioni del sistema locomotore e in modo particolare della zona lombare. Attraverso questo studio anatomico con dissezioni si è determinato che il collegamento incrociato trai muscoli grande gluteo, grande dorsale, paravertebrali e bicipite femorale attraverso l'unione della fascia toraco lombare. Si è evidenziato che la lamina superficiale fasciale viene messa in tensione dalla contrazioni di vari muscoli come il grande gluteo , gran dorsale e paravertebrali, mentre la lamina fasciale profonda viene tesa dalla contrazione del bicipite femorale. La tensione da caudale creata dal bicipite femorale sale fino a livello di L4 a volte anche L2-L3 e da qui è trasmessa sul lato controlaterale. La conclusione di questo studio validato attraverso strumenti elettromiografici è stata che strutture come i muscoli dell'anca, pelvi e gambe sono in stretta connessione anatomica con i muscoli del cingolo dal lato controlaterale attraverso la fascia toraco lombare. Questo come mostrato nel disegno di questo post ci conferma la stretta connessione anatomica e funzionale che esiste tra il gran dorsale ed il grande gluteo controlaterale.
In un altro studio fatto in Canada si è verificata l'utilità della fascia toraco lombare in contrapposizione alle teorie rieducative attuali che hanno sempre indicato come fattore necessario affinché una colonna possa essere mantenuta in stabilità e come miglioramento della postura una muscolatura forte, quindi in patologia si è sempre guardato al rinforzo dei singoli muscoli spinali. Con quest'ultimo studio si è verificato che il fattore importante, affinché una colonna lombare possa dirsi stabile e possa resistere a forze di compressione elevate così come a forze trasversali come nell'atto di sollevare grossi pesi, era la qualità del tessuto connettivo e la sua visco- elasticità: ciò non significa che i muscoli non siano necessari, ma sicuramente non sono i soli responsabili della stabilità della colonna, è necessario quindi anche una integrità delle strutture del collagene.

COSA E' LA FASCIA

La fascia rappresenta il tessuto connettivo denso (regolare ed irregolare) che costituisce in forme diverse ( le aponeurosi, i tendini, i legamenti, le capsule articolari, gli avvolgimenti neuronali, ecc.) una rete continua di connessione tra tutti gli elementi dell'apparato locomotore, così come anche il tessuto connettivo lasso che riempie gli spazi intermedi del corpo, crea vincoli e legami tra tutti i componenti del corpo ( vascolare, nervoso, viscerale). Questi legami non sono solo mezzi di unione anatomica ma hanno anche importanti compiti funzionali. Dal punto di vista posturale il sistema fasciale ha un ruolo fondamentale nel creare la posizione del corpo e nel mantenerla. Le dissezioni di cadaveri la cui morte era recente e le osservazioni durante le operazioni chirurgiche ci rivelano che la fascia non avvolge solamente le strutture muscolari (epimisio) ma che si infiltra dentro le masse muscolari e il grasso corporeo in modo molto individuale e soggettivo per ogni persona, formando una rete tridimensionale di interconnessioni a livello macroscopico ma anche microscopico con microstrutture entrando in ogni spazio profondo che costituisce queste ultime. Queste interconnessioni possono quindi arrivare a livello cellulare e intracellulare. Parallelamente la matrice extracellulare del tessuto connettivo è il mezzo attraverso il quale si realizza il complesso processo della meccanotrasduzione nel quale le cellule reazionano in modo dinamico rilevando ed interpretando i segnali di origine meccanica. 

DEFINIZIONE DELLA DISFUNZIONE MIOFASCIALE



Come si può definire la patologia del sistema miofasciale?
Il termine "disfunzione miofasciale", viene solitamente considerata come la più ampia e completa espressione che riunisce i diversi aspetti della patologia del sistema fasciale. L'espressione "disfunzione" non è un termine nuovo e fu utilizzato da numerosi gruppi di specialisti per definire differenti stati di patologia dell'apparato locomotore. Mennell , utilizzò la parola "disfunzione" per descrivere la perdita di un movimento normale, di qualcosa che "non funziona correttamente". Per descrivere questo stato, i fisioterapisti utilizzano l'espressione "accorciamento adattativo", gli osteopati lo chiamano "lesione osteopatica" ed i chiropratici "sublussazione chiropratica". Nel metodo di McKenzie, una delle sindromi del disordine di origine meccanico della colonna vertebrale porta il nome di sindrome da disfunzione, in riferimento alla sindrome caratterizzata dalla presenza di dolore che solamente si manifesta alla fine del movimento articolare e non durante la realizzazione del movimento. In generale, secondo McKenzie, questo stato è un logico progresso di limitazioni del movimento adattate a causa di un deficiente comportamento posturale. Con il tempo ed il ripetuto stress meccanico, il tessuto soffre un'accumulazione di piccoli, ma ricorrenti, traumi. Questi traumi, così come quelli gravi, nel processo di una naturale riparazione del tessuto, producono aderenze che riducono gradualmente l'elasticità del tessuto, trasformandosi in una dolorosa e limitante cicatrice. Realizzando il movimento, questo tessuto sarà messo in tensione prima di arrivare all'estremo del movimento fisiologico, quello che produrrà dolore.

Partners

DNA Centro Dentale

Serra de' Conti (AN)

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